La sensibilizzazione contro la violenza di genere sceglie la capillarità delle sale cinematografiche. Il NUOVO IMAIE (l’Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori) ha lanciato una campagna nazionale che coinvolge oltre 2.000 sale associate all’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). L’iniziativa prevede la proiezione di una serie di spot prima dell’inizio dei film, alternati sugli schermi uno a settimana per una durata complessiva di quattro settimane. Il contrasto ai maltrattamenti e agli abusi non può esaurirsi nella gestione delle emergenze e nel supporto legale, ma richiede un intervento mirato sul piano culturale per scardinare le dinamiche di possesso e controllo.
Regia, attori e temi della campagna
La campagna è stata interamente ideata, scritta e diretta da Matilde D’Errico, già autrice e regista di format televisivi di riferimento sul tema come Amore Criminale e Sopravvissute. La produzione è stata affidata ad Alessandro Lostia per Indigo Stories.
Per raggiungere un pubblico ampio e trasversale, specialmente nelle fasce più giovani che attualmente frequentano le sale, il progetto ha coinvolto quattro coppie del mondo del cinema, della televisione e della musica italiana:
- Luisa Ranieri e Giampaolo Morelli
- Noemi e Giorgio Pasotti
- Veronica Pivetti e Giulio Scarpati
- Ludovica Nasti e Primo Reggiani
Il nucleo narrativo degli spot si concentra sulla necessità di far emergere le diverse sfaccettature della violenza maschile contro le donne. L’obiettivo della regista è accendere un faro anche su quelle forme di abuso più subdole, silenziose e psicologiche che si manifestano trasversalmente in ogni contesto sociale. La campagna sposta la responsabilità del cambiamento anche sugli uomini, chiamati a impegnarsi in prima persona per superare una mentalità discriminatoria o indifferente.
L’impatto sul nostro territorio
La capillarità della rete ANEC garantisce che questi messaggi arrivino anche nelle province e nelle comunità locali, incluse le sale attive del Verbano-Cusio-Ossola (da Verbania a Omegna) e i grandi poli multisala delle vicine province di Novara e Vercelli.
Per il lavoro svolto quotidianamente dal nostro Centro, la presenza di questi contenuti nei luoghi di aggregazione locale è una forma di supporto e sensibilizzazione. Contribuisce a:
- Fornire modelli di riconoscimento: aiutare chi si trova in una relazione tossica a identificare i primi campanelli d’allarme e a superare l’isolamento.
- Sensibilizzare la rete sociale: sollecitare parenti, amici e conoscenti a non sottovalutare i segnali di disagio e a non derubricare l’abuso a “questione privata”.
- Rendere noti i servizi di supporto: ricordare la presenza di strutture pubbliche e gratuite nate per affiancare le donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.
Riflettere su questi contenuti e parlarne all’interno delle proprie reti familiari e amicali è il primo passo per costruire una cultura basata sul rispetto.
Per saperne di più
📞 Il Centro Antiviolenza del VCO è a disposizione.
Se stai vivendo una situazione di controllo, sofferenza o isolamento, o se hai timore per una persona a te vicina, ti ricordiamo che i nostri sportelli sono operativi.
Offriamo ascolto, supporto psicologico e consulenza legale. Tutti i servizi sono completamente gratuiti, anonimi e garantiti dal massimo riserbo. Ogni percorso viene strutturato nel rispetto dei tempi e delle scelte della donna, senza alcuna forma di giudizio.
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